Grimm Esoterici


In questa sezione presento una scelta di 22 fiabe. È come un "Laboratorio dell'anima" dove l'antico sapere popolare viene decodificato attraverso la lente dell'esoterismo e della visione spirituale.

Molti dei testi citati, da me tradotti dal Tedesco, sono ancora inediti in lingua Italiana.

Prima di leggere l'interpretazione di ciascuna fiaba qui presentata, consiglio il lettore di avere la fiaba originale accanto, dopo averla riletta a fondo, facendo molta attenzione a cosa dice il testo (versione integrale ovviamente).

In tal modo i contenuti e i significati profondi, dopo aver sedimentato interiormente, emergeranno e porteranno la loro luce speciale.

I Grimm rappresentano un caposaldo della cultura spirituale, ispirata a una visione Cristica ed esoterica del mondo.

Molte fiabe dei Grimm, infatti, dietro la superficie fiabesca, nascondono simboli alchemici, ermetici e di trasformazione interiore Esse sono state raccolte e rielaborate con ricchezza di simbologie e riferimenti utili alla cura e conoscenza dell’anima del bambino e anche dell’adulto.

É importante ricordare che i Grimm erano due linguisti e filologi, studiosi di Storia Medioevale, raccoglitori e scrittori di fiabe. Viaggiarono per tutta l’Europa facendo un lavoro di ricerca meticoloso e moralmente ineccepibile, raccogliendo materiali da fonti sicure e facendo un’opera di ricostruzione accurata e fedele.

Il loro intento era quello di recuperare, prima che andasse perso, tutto il patrimonio di fiabe e racconti della tradizione germanica, tramandati da secoli unicamente in forma orale. Erano colti ma non intellettuali, cercavano la verità e l’autenticità.

Non ci sono interventi moraleggianti o commenti razionali nei testi. Il loro obiettivo era di recuperare immagini e contenuti antichi che potevano andar perduti, per portarli ai bambini e nutrire così le loro anime.

“Comune a tutte le fiabe è la presenza di una fede antichissima, che si esprime attraverso la visione di cose soprannaturali. Questo aspetto mitico somiglia ai minuscoli frammenti di una pietra, sparsi su un prato e ricoperti dall’erba e dai fiori, e visibili soltanto a uno sguardo attento. Il significato delle fiabe è perduto da tempo, ma può essere ancora percepito e colto nel loro contenuto e, allo stesso tempo, appaga il naturale desiderio del meraviglioso; le fiabe non sono mai un mero gioco di colori di una fantasia senza contenuto”. (Wilhelm Grimm)

I Fratelli Grimm appartenevano alla Confraternita esoterica dei Rosacroce, un ordine segreto antico e cristiano formatosi intorno al secolo XVI°, con discipline pratiche, iniziazioni e cerimonie sacre.

Molti personaggi famosi vi appartenevano (Newton, Goethe, Hugo, Cagliostro). Come tema principale c’era la conoscenza dell’uomo dal punto di vista fisico, animico e spirituale.

© Giulia Basili - Testi e traduzioni originali tratti dalla ricerca "Paesaggi di Fiabe". Tutti i diritti riservati.

Quante volte abbiamo letto questa frase in una fiaba, così come “E bussò alla porta..” Chi sarà? Cosa rappresenta quel bussare all'interno della fiaba?

“I Fratelli Grimm, che erano ancora a conoscenza del significato mitico contenuto nelle fiabe, pensarono di non svelarne, per il momento, il loro tesoro di contenuti misterici. Riguardo a questa situazione completarono la loro raccolta con una fiaba dal titolo: “La Chiave d’Oro”.

La fiaba dei Fratelli Grimm che ha destato il mio interesse in questi giorni e su cui ho scelto di soffermarmi si chiama “La Luce azzurra”. Non è una delle più citate, ma è ricca di splendide immagini con colori molto vividi, personificazioni di ambiti sottili dell'esistenza e sagge riflessioni, che nessun altro linguaggio potrebbe descrivere così bene.

Cosa cerca dirci la fiaba?...che siamo qui per evolvere, migliorare e manifestare la nostra vera essenza di luce, attraversando prove e ostacoli. Solo quell'essenza resa consapevole e integrata può essere al servizio dell'umanità e del creato.

In alcune fiabe dei Grimm, è presente la figura del nano. Talvolta appare come burbero e apparentemente ostile, come nell'Acqua della Vita, ma poi aiuta il protagonista, il Grullo, perché è umile e di buon cuore; altra volta è un nano sempre scorbutico, ma anche impertinente e cattivo, come quello di Biancaneve e Rosarossa e infine c'è il nano Tremotino, un essere inquietante e dal duplice aspetto, appartenente al regno degli elementi, che offre, però, nella sua ambivalenza diverse considerazioni.

Grazie a un articolo su questa fiaba scritto da M.F. Frola, ho scoperto un interessantissimo libro di Arthur Schult, pedagogo e scrittore tedesco di fine ‘800, divenuto noto per le sue numerose conferenze e i suoi libri su temi di natura cristiano-spirituale ed esoterica…

C’è ancora qualcosa da dire su una fiaba così nota, raccontata e interpretata in tanti modi, con due finali diversi e con tante immagini ormai presenti nell’inconscio collettivo?


Forse sì, o almeno per me. Osservando in modo più fenomenologico e ponendomi tante domande, affiora, a mio avviso, qualcosa di molto utile per la ricerca spirituale…

Quante prove in questa fiaba, povertà, abbandono, paura, fame, solitudine, reclusione, inganno. I bambini affrontano un dramma dietro l'altro e imparano a sopravvivere alle difficoltà della vita. Così il viaggio evolutivo dell’anima umana è necessariamente irto di prove e in alcuni casi anche spaventoso.

Una fiaba non notissima, che tratta della potente capacità di trasformazione dell’amore, di promesse disattese, di legami divini e terreni. Una fiaba ricca di simbologie…

Questi due temi pregnanti della nostra esistenza e con i quali dobbiamo continuamente confrontarci sono trattati in modo umoristico e colmo di saggezza in questa divertente fiaba dei Grimm. È quasi un atteggiamento “Zen” quello che ispira i quattro animali ad affrontare difficoltà, disagi, mancanza di cibo e di riparo nel buio del bosco, infatti non manca la serenità interiore e la fiducia nell’esistenza…

Un sentimento così primordiale e potente come la paura, che serpeggia sotto varie forme e reazioni in tutti noi, compare anche nelle fiabe. Bambini e adulti possono beneficiare, a questo proposito, di grandi suggerimenti per affrontarla, facendo tesoro delle importanti risposte, risorse e risoluzioni in esse contenute…

Cosa sarebbe una fiaba senza il bosco? Quale luogo migliore per affrontare paure, conflitti, dilemmi e trovarne la soluzione? Quale migliore paesaggio animico può rappresentare il nostro inconscio, la soglia tra veglia e sonno, l’incontro con i nostri lati oscuri (la strega, l’orco, il lupo, il nano cattivo, la maga…) se non un... bosco?

Un piccolo sarto che diventa re! Ma è meraviglioso! E come è possibile? Qual è la sua qualità più grande? Vedere ciò in cui crede. Le mosche schiacciate sulla marmellata, non sono soltanto la conseguenza di un colpo ben assestato, bensì una verità ultima del proprio essere, che diventerà di fatto il suo mantra: “Sette in un colpo”…

La fiaba dei Grimm, "Il Principe senza paura", descrive un percorso sconvolgente e commovente, che possiamo collocare in un momento, come quello attuale, in cui i nostri punti di riferimento esterni sono caotici ed è necessario rivolgerci all’interno. ..

Un re, una zona misteriosa, pericolosa vicino al suo castello, ricca di selvaggina, che nemmeno lui decide di perlustrare. Cosa c’è in quella zona stregata? Che qualità servono per esplorarla, rimanendo vivi? Come mai il re, di quel regno, affida sempre ad altri il compito di entrarvi e non ci va mai di persona? È un re che non indaga, non rischia, delega ad altri e non può quindi sviluppare una nuova consapevolezza e ampliare la conoscenza di sé…

Secondo G. Bufalo, nel suo libro, Le Fiabe, Percorsi iniziatici ed insegnamenti esoterici, “la fiaba che più ci è piaciuta da bambini e che attirava maggiormente la nostra attenzione racchiude in sé il nostro progetto d’Anima e le caratteristiche relative al nostro bagaglio karmico...

Che cosa vuol dire servire? E chi o che cosa si serve? Le fiabe, rispondono in modo sempre preciso e ricco di immagini e riferimenti. E non spiegano, ma fanno apparire un personaggio che si accorda all'insegnamento profondo a cui l'anima deve approdare. Il personaggio che svolge questa funzione è il Servitore.

È una fiaba tra le più spirituali, occorre meditarla bene per assorbirne completamente tutti i singoli passaggi, prima di narrarla o rappresentarla. Le figure sono dolci e fanno tenerezza, il paesaggio volge verso la notte, nel fitto bosco, ma poi c’è la grande luce delle stelle.

In alcune fiabe accade che la prova da superare porti a un irrigidimento del personaggio, tale da non permettergli più di agire, di esistere e la sua vita si paralizza... Egli si trasforma in pietra, in statua senza vita…

L’inizio di questa fiaba è bellissimo: “C’era una volta tanto tempo fa, un re, famoso in tutto il paese per la sua saggezza: nulla gli era ignoto e sembrava che attraverso l’aria gli giungesse notizia delle cose più segrete”…

Gli elementi di questa fiaba, non molto nota dei Grimm, sono semplici, ma drammatici nel suo evolversi, e la rendono ricca di simbologie e di immagini toccanti.

Una fiaba molto bella e singolare questa, dove sofferenza, reclusione e isolamento caratterizzano le prime fasi degli eventi. L’anima deve attraversare la “notte oscura”, come dice S. Giovanni della Croce, per poter accedere a stadi superiori di evoluzione spirituale...

Da sempre questa fiaba ha suscitato emozioni e profonde riflessioni. Diverse le versioni scritte (Mme de Villeneuve, Mme de Beaumont, Perrault) e cinematografiche fin dagli anni ’40 (ricordiamo la memorabile versione con Jean Marais del 1946, visibile su You Tube) e televisive, cercano di sondare i contenuti oscuri e nascosti dell’essere umano…

Si tratta di una fiaba molto intensa, vivace e anche misteriosa e avvincente, fin dalle prime righe. C’è un mistero incomprensibile da risolvere...

Sfogliando un’edizione tedesca delle fiabe complete dei Grimm, ho scoperto una fiaba che non conoscevo e che appartiene alla prima edizione della raccolta dei Grimm: “Principessa Pel di Topo”...