Hänsel e Gretel - Abisso e Rinascita

Quante prove in questa fiaba, povertà, abbandono, paura, fame, solitudine, reclusione, inganno. I bambini affrontano un dramma dietro l'altro e imparano a sopravvivere alle difficoltà della vita. Così è anche il viaggio evolutivo dell’anima umana, necessariamente irto di prove e in alcuni casi anche spaventoso. Fiaba notissima, di cui tanto è stato detto ma che possiamo associare a eventi reali di ogni epoca e che toccano molto da vicino: fame, povertà, maltrattamento infantile, abbandono, solitudine. La situazione della famiglia di Hänsel e Gretel è al limite della sopportabilità e, data la gravità, prende forma il gesto estremo e crudele, dettato dalla matrigna, la moglie del povero taglialegna. La madre, il materno femminile, non è presente e questo è un elemento di riflessione molto importante. In questa fiaba, questa figura rappresenta, insieme alla strega, "le forze di ostacolo al progresso interiore; la matrigna tenta di far regredire la moralità del marito costringendolo ad abbandonare i figli nella foresta” (L. Orsini).

“Davanti a un gran bosco abitava un povero taglialegna che non aveva di che sfamarsi; riusciva a stento a procurare il pane per sua moglie e i suoi due bambini: Hänsel e Gretel. Infine giunse un tempo in cui non poté più provvedere neanche a questo e non sapeva più a che santo votarsi. Una sera, mentre si voltava inquieto nel letto, la moglie gli disse: "Ascolta marito mio, domattina all'alba prendi i due bambini, dai a ciascuno un pezzetto di pane e conducili fuori in mezzo al bosco, nel punto dov'è più fitto; accendi loro un fuoco, poi vai via e li lasci soli laggiù. Non possiamo nutrirli più a lungo." - "No moglie mia" disse l'uomo "non ho cuore di abbandonare i miei cari bambini nel bosco, le bestie feroci li sbranerebbero subito." - "Se non lo fai," disse la donna, "moriremo tutti quanti di fame." E non lo lasciò in pace finché egli non acconsentì”.

Per ben due volte i bambini trovano la forza e l’ingegno di far fronte al terribile progetto materno: “quando i vecchi si furono addormentati, Hänsel aprì l’uscio da basso e sgattaiolò fuori. Splendeva chiara la luna e i sassolini bianchi davanti alla casa rilucevano come monete nuove di zecca”.

Abbandonati con l’inganno, ritrovano la strada di casa seguendo il percorso tracciato, il sentiero lastricato di punti lucenti:

“e quando sorse la luna piena, prese per mano la sua sorellina e seguirono le pietruzze, che brillavano come monete nuove e mostravan loro la via”.

In questa situazione drammatica creata dalle forze oscure, preposte al compito di saggiare e forgiare l’essere umano, l’anima trovandosi nel suo percorso di crescita evolutiva sperimenta quasi l'insormontabilità della prova da superare. È una sorta di “discesa agli Inferi”, una lotta contro l’oscurità, contro la paura e la solitudine in un bosco inospitale e pericoloso, poi, la fame.

“ma ben presto si persero nel grande bosco; camminarono tutta la notte e tutto il giorno, poi si addormentarono per la gran stanchezza. Poi camminarono ancora tutta una giornata, ma non riuscirono a uscire dal bosco, e avevano tanta fame, perché non avevano nient'altro da mangiare che un po' di bacche trovate per terra."

“La fame, soltanto la fame che hanno tanto sofferto da essere sul punto di morire, offre ad essi l’occasione per la conquista della conoscenza. Su questa loro condizione opera l’inganno delle forze ostacolatrici: ma così doveva essere perché potessero cimentarsi nella lotta” (L. Orsini).

Ciò che si presenta davanti ai loro occhi è una vera e propria tentazione, una seduzione, la bellezza e il fascino dell’inganno: la prova karmica dell’anima.

“giunsero a una casina fatta di pane e ricoperta di focaccia, con le finestre di zucchero trasparente. "Ci siederemo qui e mangeremo a sazietà," disse Hänsel. "Io mangerò un pezzo di tetto; tu, Gretel, mangia un pezzo di finestra: è dolce."

Lo svelamento del vero volto del tentatore è spiazzante. Come fare? Dove trovare la forza spregiudicata e impavida per spazzare via questa minaccia, senza lasciarci la vita? In parole simboliche, cosa dobbiamo mettere in campo per affrontare i nostri demoni interni che vogliono annientarci?

“Ma la vecchia era una strega cattiva che attendeva con impazienza l'arrivo dei bambini e, per attirarli, aveva costruito la casetta di pane. Quando un bambino cadeva nelle sue mani, lo uccideva, lo cucinava e lo mangiava;”

Il dramma è dei più implacabili, in ginocchio senza più speranza, impotenti, senza più difese. È lì che qualcosa comincia a muoversi interiormente e a chiedere, a supplicare. Gretel porge al Cielo la sua sofferenza. L’anima invoca l’aiuto delle mani misericordiose del Cielo.

"Ci avessero divorato le bestie feroci nel bosco! Almeno saremmo morti insieme senza dover sopportare questa pena, e io non dovrei far bollire l'acqua che deve servire per la morte di mio fratello. Buon Dio, aiuta noi, miseri bambini!"

E il Cielo risponde, nel modo più utile per ciascuno, quindi attivando le risorse interiori dell'anima e non la semplice supplica passiva: “Siate astuti come serpenti e puri come colombe (Matteo 10,16).

"Ma Dio ispirò alla fanciulla un'idea, ed ella disse alla strega:

Non so proprio come fare, fammi vedere tu per prima: siediti sull'asse e io ti spingerò dentro. La vecchia si sedette e, siccome era leggera, Gretel poté‚ spingerla dentro, il più in fondo possibile; poi chiuse in fretta la porta e mise il paletto di ferro. Allora la vecchia incominciò a gridare e a lamentarsi nel forno bollente, ma Gretel scappò via, ed ella dovette bruciare miseramente."

"Salta fuori, Hänsel, siamo liberi!" Allora Hänsel saltò fuori, come un uccello quando gli aprono la gabbia. Ed essi piansero di gioia e si baciarono. “

Sviluppando uno stato di consapevolezza costante, possiamo ascoltare, anche nei momenti di concitazione, la Voce della nostra Essenza, rimanendo vigili, puri di cuore, e fermi nel voler procedere e superare una Soglia importante.

La liberazione dalle catene dei condizionamenti, dalle paure e dalle ingiunzioni di debolezza (che sicuramente erano presenti nel femminile di Gretel) porta al successo. Da notare anche, come il femminile matrignesco che sottopone e costringe l’anima a una durissima prova, è invece soppiantato dal femminile protettivo e “materno” di Gretel, che porta alla Salvezza.

La natura di Madre è la forza più potente dell’universo.

Le ricchezze dovute al superamento della prova sono immense e il ritorno alla casa paterna, alla casa del Padre, è quello di un’anima purificata, ricca di esperienza e di amore.

“Tutta la casetta era piena di perle e di pietre preziose: essi se ne riempirono le tasche e se ne andarono in cerca della via che li riconducesse a casa. “

E alla mancanza è sopraggiunta l’abbondanza.

“Ora i bambini portarono ricchezze a sufficienza perché non avessero più bisogno di procurarsi il necessario per vivere.”

In ogni esperienza dell'anima sul cammino di evoluzione e superamento, soffrire, lottare, attraversare l’abisso, gli Inferi, per trasformarsi e “far morire” l’aspetto non materno dell’anima distruttivo, cupo e senza speranza (“La madre invece era morta”) sono eventi necessari e appositamente creati dal proprio percorso di spiriti incarnati.

Il coraggio si impara non sottraendosi alla paura e attingendo alle forze cosmiche.