Tremotino - Ombra e Luce dell'Anima
In alcune fiabe dei Grimm, è presente la figura del nano. Talvolta appare come burbero e apparentemente ostile, come nell'Acqua della Vita, ma poi aiuta il protagonista, il Grullo, perché è umile e di buon cuore; altra volta è un nano sempre scorbutico, ma anche impertinente e cattivo, come quello di Biancaneve e Rosarossa e infine c'è il nano Tremotino, un essere inquietante e dal duplice aspetto, appartenente al regno degli elementi, che offre, però, nella sua ambivalenza diverse considerazioni. Egli infatti si protende subito ad aiutare la giovane mugnaia, per tre volte, inclusa quella finale, chiedendo, tuttavia, ogni volta in cambio un pegno, ovvero un passaggio di crescita dell'anima, che ricambia il dono ricevuto.
Rudolf Geiger, massimo esperto, a mio avviso, nella visione spirituale delle fiabe tedesche, spezza una lancia in favore di questo essere del bosco, che prova compassione, che richiede, giustamente, all'anima una risposta concreta (anello, collana, figlio) per il suo importantissimo lavoro svolto e che non è soltanto uno spiritello cattivo e malefico, come è stato spesso, istintivamente rappresentato e descritto.
E sebbene nella fiaba ci siano degli elementi che potrebbero indurre alla sua presunta e voluta cattiveria, occorre tenere conto che gli altri personaggi che circondano la fanciulla, non sono certo di animo nobile. Dal padre senza cuore, avido e bugiardo, al re, che antepone all'amore, la cupidigia, minacciando di morte la giovane: “Se in tutta la notte, fino all'alba, non fai di questa paglia oro filato, dovrai morire”.
Resta, dunque, Tremotino, il più coerente e in aggiunta anche il più sapiente. Occorre comunque sempre ricordare che tutti i personaggi presenti in ogni fiaba, non sono altro che i molteplici aspetti dell'anima, più o meno involuti o purificati.
Questa figura, così interessante, esprime con le immagini meravigliose delle fiabe, un potenziale elevato che l'anima ancora non conosce e deve conquistare. Ovvero il potere della metamorfosi della materia in spirito. Tremotino, dall'essenza rosso acceso, che ha in sé il potere del fuoco creatore, difatti danza saltellando intorno al fuoco nel bosco e, secondo la sua sapienza antica, potremmo definirlo come un alchimista, è un mago che conosce il segreto della trasformazione degli atomi. Si tratta di uno dei sacri poteri dell'universo, che la giovane mugnaia ancora acerba non è capace di praticare e per questo, abbandonata e inconsapevole, scoppia in lacrime.
Sebbene Tremotino sia come natura un essere inquietante e collerico, ed esprima in modo ambivalente i moti dell'ombra e della luce, presenti nell'anima umana, egli porta in sé una luce particolare.
Rudolf Steiner, infatti, parlando dell'anima – mugnaia, descrive molto bene questa entità (Tremotino) come un'energia potente e in divenire:
“Per quanto imperfetta tu debba ancora essere, tale entità è in te più assennata, domina in te, ti può elevare a sommo potere, ti può prestare le ali perché tu ti veda aperta una prospettiva infinita in un infinito futuro. Tu potrai quello che ora non puoi ancora, perché in te c'è qualcosa che è infinitamente di più del tuo attuale “sapere” e che è per te un fedele soccorritore. Devi solo acquisire un rapporto con esso, devi veramente saper collegare un concetto con questa entità dimorante in te, più assennata, più saggia, più abile di te”. (R. Steiner, O.O. n. 62)
Questo piccolo essere, un fascio di nervi diremo noi, che appare per i suoi modi bruschi e irritanti, nello stesso tempo è portatore di progresso interiore per l'anima e di potere creativo, consente alla fanciulla di riprendersi il suo ruolo centrale nella vita diventando prima Regina e poi Madre.
Egli rappresenta, dunque, una soluzione e una risorsa, una vittoria sugli elementi, una forza di sopravvivenza. Di conseguenza, ciò che appare enigmatico e oscuro, il lato buio di ciascun essere umano, una volta illuminato, può produrre oro, se debitamente conosciuto, nominato e trasformato. L'oro filato da Tremotino, viene incorporato dall'anima, come coraggio e forza, permettendo anche di sviluppare un'ulteriore qualità che è quella portata dal Messo, un aiutante spirituale, opposto al carattere e ai modi del nano, attento e silenzioso, intelligente e veloce nel pensiero (è un Messo a cavallo) annunciatore di qualcosa di sorprendente. È lui che porta alla regina il nome di Tremotino e che risolve l'enigma. Una forza misurata, controllata e intuitiva che riduce la potenza e irruenza dell'essere elementare, ancorato alla terra e al magma.
Nelle prime due versioni dei Grimm (1810 e 1812) Tremotino non pesta i piedi e non si squarcia dalla rabbia, bensì sopravvive e se ne va. Soltanto nella terza versione, quella definitiva, il nano rimane incastrato in profondità. Dove sarà finito? Si chiede Rudolf Geiger:
“Il suo annientamento esterno non significa necessariamente che sia definitivamente estinto. Si è diviso in due. Vive forse diviso tra la regina e il figlio su un altro piano? La regina, in ogni caso, non lo avrebbe mai più dimenticato. Tremotino, infatti, appartiene alle fondamenta delle sue fasi di sviluppo. Questa consapevolezza vivrà in lei in modo luminoso?”.
E noi, anime in cammino, ne faremo tesoro...