I Musicanti di Brema - Il Senso della Vecchiaia e il Superamento della Paura
Questi due temi pregnanti della nostra esistenza e con i quali dobbiamo continuamente confrontarci sono trattati in modo umoristico e colmo di saggezza in questa divertente fiaba dei Grimm. È quasi un atteggiamento “Zen” quello che ispira i quattro animali ad affrontare difficoltà, disagi, mancanza di cibo e di riparo nel buio del bosco, infatti non manca la serenità interiore e la fiducia nell’esistenza.In alcuni brani tratti da un articolo di Giuseppe de Luca, “La fiaba è un dono d’amore”, si sofferma appunto sulla fiaba dei quattro animali, come “meraviglioso viaggio nell’interiorità umana, verso la vittoria sulla paura, la grande nemica, la responsabile potenziale della “morte secunda”, quella dell’anima, di cui ci parla Francesco d’Assisi”. Malgrado l’età e la decadenza del corpo fisico, la fiaba ci stimola “a non rinunciare ai nostri sogni, soprattutto in quei momenti grigi e bui, in cui possono sembrarci del tutto utopici e assurdi” suggerisce Massimo Diana, nel suo bel libro, La Saggezza delle Fiabe. Ed è proprio il buon umore, la speranza e il progetto sano dei quattro animali che permetterà loro, come dice la legge di attrazione, di attirare il meglio per loro, la risposta positiva dell’universo. Essi trovano “inaspettatamente e ben al di là dei loro progetti, una soluzione ai loro problemi ancora migliore rispetto al sogno iniziale: nella casa nel bosco, infatti essi “ci stavano così bene che non vollero più uscirne” (Diana).
“La vera via, dice De Luca è quella dell’arte della vita, che diviene cammino iniziatico solo se ci si risveglia al bello, che porta con sé la necessità del vero e del buono”.I quattro animali daranno un senso alla loro esistenza e malgrado l’età porteranno benessere anche nel loro ambiente circostante. Chi lavora bene su di sé, in profondità, con animo sereno e benevolente, porta luce, bellezza e bontà agli altri e persino al luogo in cui si abita. Il bosco prima infestato dai briganti, diventerà uno spazio piacevole e tranquillo dove poter invecchiare in santa pace. L’asino di questa fiaba è un vero modello di non-rassegnazione, “la sua fede nella vita è forza che mette in movimento, che porta ad uscire dallo status quo” (Diana).
Tutti noi abbiamo conosciuto nella nostra vita degli anziani con gli occhi splendenti e vivaci, che fino all’ultimo respiro godono della bellezza e santità della vita, spesso malgrado il fisico dolente. La vera morte è cadere nella disperazione senza uscita, è perdere il contatto con il nostro Sé superiore, è vivere privati dell’amore. È interessante osservare le figure dei briganti: i portatori della paura e oscurità, le forze che ci ostacolano e impediscono la realizzazione dei nostri sogni e progetti; assomigliano un po’ agli uomini grigi di Momo, che rapinano, depredano l’uomo dei suoi beni, della sua identità, del suo tempo. Qui i briganti rubano ricchezze e tesori e vivono come parassiti. “Questi esseri sono dediti alla sistematica spoliazione delle ricchezze e risorse dell’uomo spirituale: intaccano sempre più le forze vitali, le qualità morali, la forza di volontà profonda, la vera missione da compiere sulla terra, e possono farlo impunemente intaccando perfino la costituzione fisica, fino a che il buio dell’anonimato li circonda” (De Luca). Ma possono essere sconfitti. L’oscurità può essere illuminata dalla luce della consapevolezza e della forza interiore, nel caso della fiaba, da un gruppo motivato e compatto. Qui è la potenza del “suono” degli animali, “l’orrendo schiamazzo”, che sconquassa, terrorizza, crea cose che non esistono e fa fuggire gli aggressori. La vibrazione è potente e immediata.
“In realtà, il brigante non vede che le proprie paure proiettate e ingigantite” (Diana) non c’è nessuna “orribile strega”, nessun “uomo con un coltello”, né tantomeno “un mostro nero”. “Sono le stesse paure negate e rimosse dei briganti a spaventarli” (Diana).
In questa fiaba vince invece la naturalezza e l’autenticità, l’accettazione di ciò che si è, con i propri limiti e la propria natura. Vince il coraggio di prendersi il rischio di cominciare una nuova vita, malgrado l’età, vince l’umiltà, vince il miracolo della vita. Alla fine i quattro trovano la pace, avendola trasmessa loro stessi al bosco intero.