La Luce Azzurra
La fiaba dei Fratelli Grimm che ha destato il mio interesse in questi giorni e su cui ho scelto di soffermarmi si chiama “La Luce azzurra”. Non è una delle più citate, ma è ricca di splendide immagini con colori molto vividi, personificazioni di ambiti sottili dell'esistenza e sagge riflessioni, che nessun altro linguaggio potrebbe descrivere così bene.
Voler spiegare una fiaba, spesso si rischia di analizzarne i contenuti solo dal punto di vista razionale o culturale e quindi è importante, almeno per me, farla diventare una vera esperienza spirituale, lasciando che viva al mio interno, il tempo necessario per poterne cogliere i suoi sottili messaggi. Seguendo questa traccia mi colpisce qui la rilevanza data ai meravigliosi cromatismi del rosso, giallo, azzurro, nero, grigio, e della presenza di due luci guida importanti, la prima ingannevole, che conduce a una dimensione stregata, ma che è funzionale alla svolta interiore del protagonista e la seconda invece è la luce azzurra, una luce spirituale, di conoscenza e di elevata frequenza, che porta le meravigliose sfumature del blu-azzurro e che giunge, anch'essa, da un mondo sotterraneo, nascosto e misterioso, ma rivelatore di verità. La scelta di questo colore è, a mio avviso, meravigliosa. Esso sprigiona energie di un mondo metafisico, immateriale e ultraterreno. I
Il pozzo, asciutto e accessibile, è un portale di conoscenza, un tunnel buio da attraversare, è una “discesa agli inferi”, un'entrata nel mondo “di sotto”, dai caratteri anche magici, nel quale il protagonista precipita. In quel pozzo, si annunciano grandi scoperte per l'anima.
Dal momento che nella fiaba, così come nel sogno, ogni elemento è connesso con il protagonista, intuiamo che l'io del soldato è in una fase di transizione dallo smantellamento di tendenze belligeranti e distruttive a ideali di vera giustizia e consapevolezza.
-Quale crisi è in atto? L'Io del protagonista è in guerra (rosso) e questo stato interiore di rabbia e separazione crea disagio e sofferenza. Inganno e raggiro si presentano come prova per l'anima.
La fedeltà e il servizio volti a un unico padrone ingiusto e irriconoscente devono trasformarsi in vero servizio per l'umanità, creando una fedeltà cosciente e illuminata e non assoggettata a false promesse e ricompense.
-Come si cerca di risolvere la crisi? In uno stato interiore non integrato, separato l'io non purificato vede una luce da lontano e crede di essere arrivato in una buona situazione di sopravvivenza. Non si accorge, perché non consapevole, della luce negativa e stregata di chi ha davanti, troppo abituato ad obbedire ciecamente a comandi bellicosi. Si ritrova di nuovo sottomesso, e cerca solo di sopravvivere non mettendo in campo le sue vere risorse.
A questo punto irrompe l'imprevisto. Come si pone l'io di fronte al nuovo nascente?
Un evento inaspettato e pericoloso. La vicinanza con la morte, la perdita di tutto, la caduta, avvia il primo risveglio. Dallo stesso luogo d'inganno, il pozzo della strega, (nell'oscurità profonda dei suoi stati animici) compare una seconda luce, questa volta è un lume “che splende azzurro e non si spegne mai”. Una luce in fondo al pozzo buio. Quella luce splende anche nell'io (soldato) il quale, tuttavia, non essendo ancora cosciente non sa cosa farne. E finché non compie qualcosa su un altro piano di coscienza (accendere la pipa) non accade nulla. Dal fumo, ecco che compare l'omino nero. Chi è questo aiutante spirituale? È una creatura magica, al suo servizio. È una forza dell'Io, che “lo prende per mano” e lo conduce nel mondo più profondo (inconscio) dove egli scopre tesori e ricchezze.
I colori parlano con la loro bellezza: Il lume azzurro e il nero omino sono effettivi soltanto insieme. L'azzurro e il nero, ricordano il cielo illuminato dal sole e l'oscuro spazio cosmico. Luce e tenebra sono nell'equilibrio universale, necessari entrambi.
4. L'anima è ancora dormiente prima di raggiungere l'Io, anch'essa è sul cammino di consapevolezza. Infatti in questa fiaba la principessa (l'anima)
inizialmente non è presente, vive gli eventi dormendo e quando non si è coscienti si subiscono gli eventi. La principessa infatti è presa nel sonno e deve assoggettarsi a lavori umili e degradanti. Anch'essa però vive un risveglio e si accorge interiormente di qualcosa di distorto.
Gli eventi di trasformazione sono continui, nella fiaba, e portano anche a conseguenze drammatiche, come la prigione e la condanna a morte (il secondo risveglio)
Ma essendo il processo di crescita inarrestabile, ecco che il magico omino illuminato dalla luce azzurra dello spirito combatte l'ingiustizia a suon di “randelloate”, liberando l'io dall'oppressione e consentendogli di diventare re. L'anima finalmente ridestata e liberata da un paterno indegno, si ricongiunge con l'io spirituale.
La luce azzurra, porta l'ego fuori dalle tenebre e consente un'azione consapevole, lucida e costruttiva, che sarà ricompensata con il regno, un luogo integrato ed armonico.
"E' soltanto scendendo nell'abisso che riscopriamo i tesori della vita. E il tuo tesoro è proprio lì, dove inciampi. E' nella caverna in cui temi di entrare che puoi trovare ciò che stai cercando." ” (J. Campbell)