La Serpe Bianca
L’inizio di questa fiaba è bellissimo: “C’era una volta tanto tempo fa, un re, famoso in tutto il paese per la sua saggezza: nulla gli era ignoto e sembrava che attraverso l’aria gli giungesse notizia delle cose più segrete”.Quindi attraverso vibrazioni, suoni, e frequenze che si manifestano nel cosmo, giungono speciali informazioni. Infatti qui la singolarità è data dalla specifica veggenza del Re-Maestro, che è proprio quella di poter comprendere il linguaggio degli animali e considerare le loro rivelazioni come fonte di potenza, saggezza e verità assolute. Il mondo animale assurge a guida degli umani, a custode di segreti antichi e a portavoce di pace, compassione e purezza. Questo re saggio e risvegliato coglie attraverso l’aria i misteriosi messaggi dello spirito.
Questo re è servito un servo fidato, “che può entrare dovunque”, il quale “preso dalla curiosità” e quindi avido di conoscenza, scopre il segreto del re, assaggiando un pezzetto della carne della serpe bianca. Viene così investito anche lui di una veggenza così importante di cui, però, non ne conosce ancora la portata, se non quella di poter dimostrare la sua innocenza. lasciare il regno, senza altri onori, per mettere a frutto quel dono altissimo, ricevuto senza troppa fatica, e con il quale “dovrà dimostrare di essere moralmente degno dei poteri che gli sono stati elargiti” (L. Orsini). La sua sarà un’esistenza ricca di prove e di avanzamenti spirituali mostrando così di essere “privo di ogni manifestazione egoistica” e rispettoso del mondo animale e delle sue regole (salva da morte certa tre piccoli corvi, i pesci impigliati nelle canne e le formiche dall’essere calpestate; abbiamo di nuovo i tre regni acqua, aria e terra, come avviene in altre fiabe ad esempio La regina delle api o I tre linguaggi). “Anche Sigfrido nella Saga dei Nibelunghi comprende il linguaggio degli uccelli dopo aver ucciso il drago Fafnir ed averne assaggiato il sangue.” (R. Meyer).
Il discepolo mangia la carne del serpente e diventa anche lui iniziato ai misteri. L’energia del serpente, la Kundalini è assopita alla base della nostra spina dorsale eterica e quando viene risvegliata, attraverso pratiche spirituali di respirazione e meditazione e una vita disciplinata, nel suo fluire potente verso l’alto risveglia parzialmente o totalmente la sfera dei sensi superiori (quindi l’apertura del Chakra dai mille petali). In questo caso il servo, grazie alla sua natura di essere fidato e quindi devoto al suo maestro (il re) accede al risveglio delle forze della coscienza istintuale che lui dovrà però spiritualizzare in sé attraverso atti di generosità, devozione e soprattutto capacità di provare compassione sentendo il lamento e la sofferenza degli animali. Nella fiaba viene detto che egli “era di buon cuore” e quindi compassionevole, tutte qualità di una figura avviata sul sentiero della crescita interiore.
“Con umiltà (ora egli dovette usare le sue gambe) e perseveranza (cammina cammina) l’adepto progredisce nella ricerca spirituale (giunse in una grande città) ed ha la visione del Sé spirituale (la principessa).” (L. Orsini)
Ed ecco la prova più difficile: Conquistare la bella principessa, che impone delle prove impossibili da superare accessibili solo da chi possiede in sé forze spirituali molto elevate (“deve regnare nel cuore dell’iniziato la purezza, la lealtà e l’umile e consapevole devozione verso il regno dello spirito” (L. Orsini).
Ma avendo svelato il mistero della serpe, compiuto azioni buone e generose in passato e possedendo un cuore puro verrà ampiamente ricompensato e aiutato. Il mondo animale sofferente, anche a causa dell’uomo, gli restituisce il favore per tre volte, permettendogli di congiungersi con l’anima e donandole la mela d’oro dell’albero della vita. Questo evento si conclude con la divisione della mela della vita, che viene mangiata insieme, e con il miracolo dell’amore reciproco che scaturisce dal cuore della principessa.