Biancaneve - Una Visione Teosofica

Grazie a un articolo su questa fiaba scritto da M.F. Frola, ho scoperto un interessantissimo libro di Arthur Schult, pedagogo e scrittore tedesco di fine ‘800, divenuto noto per le sue numerose conferenze e i suoi libri su temi di natura cristiano-spirituale ed esoterica. Fu membro della società antroposofica ed ebbe molti amici in quell’ambito. Il libro di Schult, in questione, e da cui mi ispirerò anche per altre fiabe riguarda “La saggezza misterica delle fiabe popolari tedesche”, e dunque una visione esoterica dei loro contenuti e immagini.

“Biancaneve, la fanciulla dai tre colori, simbolo dell’essere umano cosmico totale, nasce da una madre ultraterrena nell’atmosfera invernale della neve che cade in larghi fiocchi di cristallo che, quali forze celesti a forma d’esagono e quindi di stelle a sei punte, avvolgono la terra". (M.F.Frola).

L’inizio della fiaba è bellissimo, i colori, bianco, rosso e nero colpiscono per la loro forza e il loro contrasto. Le figure degli esseri elementari qui presenti (i nani) ovvero gli aiutanti spirituali che intervengono in ogni fiaba per proteggere e soccorrere il personaggio principale, “Il solitario e silenzioso mondo dei nani” viene descritto minuziosamente in forza del numero sette.

Entrando in casa i nani pongono ognuno una domanda che contiene un riferimento a ciascuno dei corrispondenti sette pianeti. La seggiolina è il simbolo di Saturno, il piatto, la ciotola stanno per la Luna; il pane veniva fatto rotondo ad indicare il Sole; il verde è il colore di Venere; la forchetta è il simbolo di Giove; coltello, così come spada e pugnale appartengono a Marte: la coppa è il simbolo di Mercurio. I nani aiutano Biancaneve. Essi sono spiriti nei quali la capacità di conoscenza passa attraverso la testa sproporzionata, senza mediazione intellettuale; in qualità di forze elementari, essi sono attivi, durante il giorno, alle radici delle piante e nel cuore della terra sono a contatto con i cristalli e i metalli. Di notte invece escono dal loro elemento, così come le forze spirituali dell’uomo, attive di giorno nella mente, si staccano nel tempo notturno dai legami della corporeità.” (M.F. Frola).

Secondo Schult e la sua visione teosofica, “Biancaneve rappresenterebbe l’anima umana in cammino dalle tenebre verso la luce, dal dolore verso la gioia, dalla disperazione verso la serenità.

Nel compiere questo viaggio quotidianamente vissuto con lenta e buia fatica dall’essere umano alla ricerca di sé, l’anima incontra ostacoli di ogni genere, subisce sconfitte, si rialza, dispera, giunge all’orlo del precipizio, quasi muore, poi si riscuote, riconosce la durezza ma anche la positività della lotta necessaria, si rinfranca, comprende che non può lasciarsi sopraffare dalle forze negative e che deve combattere e vincere. In fondo al cammino irto di spine e di dolore c’è l’unione spirituale, c’è l’autorealizzazione”.

Ed è solo mediante l’amore incondizionato, quello del principe, un’anima eletta e devota, disposta a tutto, fino alla fine, che può poi avvenire l’autentico risveglio.