Il Prode Piccolo Sarto o Accendi il Pensiero!
Un piccolo sarto che diventa re! Ma è meraviglioso! E come è possibile? Qual è la sua qualità più grande? Vedere ciò in cui crede. Le mosche schiacciate sulla marmellata, non sono soltanto la conseguenza di un colpo ben assestato, bensì una verità ultima del proprio essere, che diventerà di fatto il suo mantra: “Sette in un colpo”.Il piccolo sarto perse la pazienza, prese un pezzo di stoffa dalla sua cassetta e: -Aspettate, ve la darò io! - e giù colpi. Quando la smise e contò, ben sette mosche gli giacevano davanti morte stecchite. -Sei così bravo? - disse ammirato fra sé e sé. -Deve saperlo tutta la città. - E in fretta e furia si tagliò una cintura, la cucì e vi ricamò sopra a grandi lettere: -Sette in un colpo! -. -macché‚ città! - proseguì -tutto il mondo lo deve sapere! - E il cuore gli balzava di gioia come un codino d'agnello.In tutta la conoscenza umana e spirituale, l’Io autentico saprà di poter riuscire in tutti gli eventi che corrisponderanno a quella certezza, di sette in un colpo.
“Il sette, per le sue virtù celate, mantiene nell’essere tutte le cose; esso è dispensatore di vita, di movimento ed è determinante nell’influenzare gli esseri celesti”. (Ippocrate) Ecco dunque il significato “preannunciatore” del successo di tutte le azioni che il piccolo sarto intraprenderà sotto la sua buona stella. L’immagine del sarto, furbetto e ficcanaso (come nella fiaba Il sarto in paradiso) viene invece qui rivalutata, come di colui che è capace di utilizzare la forza del pensiero creativo, libero da condizionamenti e rapido nella realizzazione e utile al prossimo.
Attraverso quel “colpo” improvviso, il sarto ha un risveglio totale di coscienza, che lo mette istantaneamente in contatto con la sua essenza e la sua missione. Improvvisamente l’Io profondo sa che cosa deve fare e non ha più nessun dubbio, né paure. Ogni evento sarà quindi un’amplificazione della sua convinzione interna e del suo compito speciale che lo porterà, alla fine del suo Servizio (liberare il regno dalla tirannia dei giganti, e dai danni dell’unicorno e del cinghiale) ad essere incoronato.
Quella formula “sacra”, una sorta di “autoprofezia” dice R. Geiger, ricamata ad arte sulla sua cintura, sarà il suo lasciapassare ovunque e il suo obbligo morale da mantenere. Quelle lettere sono impresse nella sua anima, poiché è la sua essenza che parla al mondo.
Il sette in un colpo, significa proprio la realizzazione, a livello superiore, di un’azione logica e sintetica del pensiero, una compiutezza assoluta che permette di creare ciò che si vuole e di superare qualsiasi prova.
In questa fiaba, è proprio la “presenza di spirito” che accompagna l’Io in ogni momento. Presenza, essere presente, trovarsi, quindi, totalmente nella consapevolezza unitaria del proprio essere in tutti i piani sottili. E la fiaba descrive un susseguirsi di azioni geniali, astute e mai sperimentate da altri, condite di entusiasmo e forza d’animo, confermando ogni volta la “scritta” che il piccolo sarta portava cucita addosso.
L’anima (la principessa) in questo caso non coglie l’elemento originale e nuovo che l’Io porta nel mondo e le nozze con il sarto si svolgono con poca gioia, e nello scoprire le sue umili origini, va a lamentarsi dal padre.
"Allora capì di dove sbucasse il suo signor sposo, e, il mattino dopo, si lamentò con il padre e lo pregò di aiutarla a liberarsi di quell'uomo che non era che un sarto. Il re la consolò e disse: -La notte prossima, lascia aperta la tua camera da letto; fuori ci saranno i miei servi e, quando sarà addormentato, entreranno e lo faranno prigioniero".
Ma la principessa, ancora condizionata dall’eredità paterna, superficiale e formale, non ha capito le grandi qualità del marito e spera di sfuggirgli. Ma ancora una volta il sarto riesce nel suo intento, poiché compare, come sempre nella fiaba, una figura di aiuto, umile ma efficace. “Ma l'armigero del re aveva sentito tutto e, siccome era affezionato al giovane signore e gli era fedele, corse da lui e gli raccontò tutto".
Il sarto non se la prende, agisce di nuovo facendo leva sul suo valore e coraggio e riprende con autorità il suo posto di re, con la corona in testa, ben meritata. Chissà... scoprendo forse il nostro Io superiore di grande valore e autenticità, anche la nostra anima, principesca, potrà risvegliarsi e maturare e... di questi tempi non è solo necessario, ma....obbligatorio!