La Bella e la Bestia - La Rosa
Da sempre questa fiaba ha suscitato emozioni e profonde riflessioni. Diverse le versioni scritte (Mme de Villeneuve, Mme de Beaumont, Perrault) e cinematografiche fin dagli anni ’40 (ricordiamo la memorabile versione con Jean Marais del 1946, visibile su You Tube) e televisive, cercano di sondare i contenuti oscuri e nascosti dell’essere umano.Ma cosa vuole dire questa fiaba? Perché colpisce così tanto e cosa svela della mia esistenza? Su tanti piani si potrebbe rispondere, più di tutto ricorre nell’intera fiaba il tema della rosa, richiesta da Bella al padre come dono: “poi si volse dolcemente a Bella. "E tu non domandi niente, figlia mia?" le chiese sollecito. Bella ci pensò.
Non desiderava proprio niente, e si sentiva felice così com'era; tuttavia un piccolo regalo le avrebbe fatto piacere, perciò disse: "Vorrei un ramoscello di rose: nell'orto non ce ne sono, ma io potrei piantarlo, e forse attecchirebbe." (Mme de Beaumont)Al suo essere illecitamente colta e rubata,“Il mercante incominciò a percorrere il viale come trasognato, ma, guardando le rose, si ricordò di Bella. La sua diletta figliola gli aveva chiesto un ramoscello di rose: e qui, di rose ce n'erano tante! Staccò con cura un rametto ornato di boccioli, ma in quell'istante udì un grido spaventoso, i cespugli si aprirono e davanti a lui apparve un essere mostruoso, che aveva un po' dell'uomo e un po' dell'animale e lo fissava con occhi fiammeggianti” (Mme de Beaumont) portata a casa, e da lei rivista facendo ingresso nel giardino del castello:
“Rimasta sola, Bella cerca di farsi coraggio. Vaga per le sale e guarda incantata gli oggetti rari che vi si trovano. Arriva in giardino, ammira gli alberi maestosi, i fiori colorati e, in particolare, le rose dal profumo intenso.”
Non ne viene specificato il colore, ma sappiamo come la simbologia della rosa sia ricca di significati esoterici e religiosi e proprio in questa fiaba ne assumono il valore più alto. Essa si contrappone apparentemente all’orrore dell’aspetto fisico della Bestia, e quindi all’orrore della nostra ombra, che non vogliamo riconoscere e non vogliamo perdonare, ma in realtà ne rappresenta la risoluzione, l’accettazione del dolore, le sue spine, la compassione e il perdono delle nostre omissioni e mancanze.
Bella rappresenta la nostra anima che perdona sé stessa (la Bestia) per i suoi aspetti cupi e mostruosi, e come lo fa? Solo e soltanto attraverso l’amore, quello autentico, incondizionato, totale, l’unico che può purificare e dissolvere l’incanto orrendo dell’essere e permettere l’unione solare e perfetta. Il nostro cuore purificato e mondo da ogni lordura e marciume, da ogni residuo bestiale, ritorna ad essere re di sé stesso, in grado di amare.
Toccata dalla luce e dall’amore divino l’anima lascia cadere la sua pelle animale, e il suo corpo risplende e l’uomo torna ad essere Figlio dell’Uomo. L’ombra viene perdonata, assolta e grazie alla benedizione dell’Amore viene trasformata in bellezza: “Sdraiato sotto l'albero, accanto al ruscello, c'era invece un bellissimo principe sfarzosamente vestito, dai lineamenti perfetti come quelli di una statua, ma dagli occhi buoni e pieni d'affetto come quelli del mostro del castello incantato”.
La presenza delle rose, fiori incantevoli e divini, immagini del vero cammino verso l’Essenza si trova anche nel Piccolo Principe di Saint-Exupéry che così diceva: "Coltivano cinquemila rose in un unico, modesto giardino, e non trovano ciò che cercano. E pensare che quel che cercano lo possono trovare in un'unica rosa. Ma gli occhi sono ciechi, con il cuore bisogna cercare".