Il Mercante di Bauli
C’era una volta un ricco e saggio mercante che vendeva bauli. Nel reame, pochi come lui, avevano il dono della saggezza e della comprensione degli eventi. Il suo lavoro era molto speciale e questo lo aveva reso ricco e stimato. Viaggiava in tutto il regno con i suoi mille bauli a seguito. Ce n’erano di tutti i tipi, forme e colori. Ognuno aveva il suo posto speciale sul banco di vendita e, per ognuno, c’era una sola e unica chiave.
La cosa singolare era, che nessun compratore poteva visionare i bauli al loro interno, ma guardandoli da fuori, doveva riconoscere quale corrispondesse, in tutto e per tutto, al suo cuore. E soltanto, quel baule, poteva essere acquistato. Questo perché ciascun baule era destinato al suo legittimo proprietario, che poteva giungere o non giungere mai, nei luoghi di passaggio del mercante. E i bauli invenduti, rimanevano lì. Nessun altro poteva acquistarli. Potevano passare mesi, anni, prima che arrivasse il loro unico e vero proprietario.
Soltanto il mercante disponeva di tutte le chiavi, che custodiva appese alla sua bellissima cintura d’argento, ornata di pietre preziose, che teneva sempre indosso.
Il mercante non aveva mai fretta, sapeva che il risveglio di ogni anima richiedeva un tempo speciale, e che prima o poi avrebbe consegnato tutti i bauli. Era una figura misteriosa, che veniva da luoghi lontanissimi e di cui nessuno conosceva l'origine. Era sempre esistito e sempre avrebbe attraversato i secoli restituendo ogni baule al suo autentico proprietario.
Ma cosa contenevano quei bauli? Questo si chiedevano i cittadini del reame, quando quel mercante così straordinario, arrivava nel loro borgo e si fermava a lungo nella piazza di turno, e aspettava...
Alcuni bauli erano bellissimi da vedere e da toccare, alcuni avevano dei fregi, altri erano intarsiati o decorati. Altri, invece, erano, insignificanti, poveri e miseri, ma non per questo meno visibili, anzi, tutti e mille erano esposti allo stesso livello sul bancone e, non si sa come, apparivano ugualmente in primo piano.
Ogni tanto si avvicinava qualcuno e, dopo accurata riflessione, acquistava il suo baule, insieme alla sua chiave, che il mercante riponeva accuratamente in un sacchetto di velluto. Ciascun compratore ricompensava il mercante con quello che poteva permettersi.
Un giorno, si avvicinò un ragazzino dallo sguardo vivo e intelligente. Timidamente, chiese al mercante di poter scegliere il proprio baule, ma non aveva soldi da dare e soprattutto aveva timore di aprirlo, pensando di trovarci all’interno chissà quale diavoleria.
“Ma no, amico mio”, disse il mercante, con tono benevolo, “vieni, non aver paura di scoprire chi sei, ci sono qui io accanto a te e nulla potrà accaderti”. Il ragazzo era tentato di avvicinarsi al banco, ma per quel giorno, non se la sentì e disse che sarebbe tornato l’indomani. Il mattino seguente, però, la piazza era vuota e il mercante era partito con tutti i suoi bauli. Il ragazzo pentito di non essersi fermato, cercò disperatamente in tutto il borgo, ma del mercante non vi era traccia.
“Ho perso un’occasione d’oro di sapere chi sono e quale sia il mio tesoro interiore…” disse tristemente, e si avviò fuori dal paese, con l’intento di ritrovare quel misterioso mercante.
Qualcosa ardeva nel cuore di quella giovane anima, forse per la prima volta e, pur non avendo ancora accesso alle profondità di se stesso, sentiva di dover seguire quella voce dentro di sé, che l’avrebbe guidato a ritrovare il suo baule.
Passarono i mesi, gli anni e la sua vita aveva preso molte vie, spesso buie, e dissolute. Andò anche in prigione, ma riuscì a rialzarsi e, finalmente, dopo lungo tempo, aveva trovato un lavoro che lo appagava e in quel luogo si era fermato. La sua attività era molto particolare, infatti, aveva appreso andando in una bottega a soffiare il vetro e a creare con genialità e creatività sfere e oggetti di rara bellezza. Inoltre, conoscendo l’ampio spettro di colori, produceva delle incredibili miscele colorate, che rendevano felici le persone solo a guardarle. La cosa sorprendente, che lo rendeva unico nel suo reame, era quella di riuscire a dare vita a colori nuovissimi, i quali, una volta diventati forme di vetro producevano, sfiorandoli, oscillazioni sonore stellari.
Era diventato ricco e stimato, viveva nella sua modesta e confortevole bottega, lavorando giorno e notte.
Un giorno, qualcuno bussò alla porta. Era il mercante. Trasportava un baule, semplice e pesante, dall’aspetto vissuto e solido. Lo posò davanti al soffiatore di vetro. Prese dalla tasca il sacchetto di velluto con la preziosa chiave, e gliela porse.
Il soffiatore di vetro finalmente aprì il suo baule e rimase stupefatto nel vedere al suo interno, animarsi tutta la sua esistenza, tutto il suo cammino dal passato al presente, scorrere su una striscia di colori variopinti. La bottega e tutti gli oggetti meravigliosi in vetro si tinsero di quei colori cangianti e luminosi.
I loro sguardi si incontrarono, si riconobbero, erano amici, da oltre il tempo e lo spazio.
© [Anno 2026] Giulia Basili – Tutti i diritti riservati. Questa fiaba è un’opera originale, frutto di ispirazione e meditazione. È protetta dalle leggi sul diritto d’autore. È possibile condividerla solo citando l’autrice e inserendo il link diretto a questo sito: www.paesaggidifiabe.it La riproduzione totale o parziale su altri siti, libri o supporti senza autorizzazione scritta è vietata.