Nella grande Stella

“C’era una volta un uomo che aprì le porte di una stella”, raccontava un esperto viaggiatore a un gruppetto di bambini, seduti davanti a lui. “Ma...come è possibile, come si fa ad aprire le porte di una stella?” esclamò un bambino. “Vedete, bambini, bisogna imparare a chiudere gli occhi, e a far riposare i pensieri, lasciare che la nebbia che avvolge il nostro cervello, durante la vita di ogni giorno, si dissolva, e aspettare, aspettare…mesi, anni, vite intere…. e poi un giorno, improvvisamente, senza salire su un razzo, anche noi riusciamo a volare nello spazio infinito.

Dunque, dicevo, quell’uomo aprì le porte di una stella, vi entrò senza tuta spaziale, con un corpo più leggero, quasi trasparente e luminoso. Invece di un casco, il suo capo era circondato da fiocchi luminosi dorati, incorporei, che volteggiavano nell’aria, come piccole cellule accese, lucciole attive e vivaci. E poteva sentire quasi il loro sussurrare, il loro suono. Sì... parlavano proprio il linguaggio delle cellule...

Arrivato davanti alle grandi porte d'argento massiccio, non fece nemmeno in tempo a bussare, che i battenti si aprirono e uno sfolgorante fascio splendente blu, lo avvolse ed entrò. “Che meraviglia”, pensò, mentre attraversava quelle sale, che avevano la stessa forma geometrica, ma da ciascuna proveniva un'energia speciale fatta di suoni e colori, di intensità e sapienza infinite. Era come se gli parlassero, e raccontassero storie lontane. Per ogni nuova conoscenza c'era un piccolo frammento luminoso che andava a posarsi delicatamente sul suo corpo, creando così un manto splendente.

“Stella luminosa, puoi dirmi come mai sono qui?” chiese con grande rispetto l’uomo. Un soffio, ed ecco uno schermo luminoso apparve al centro della sala. Quella luce improvvisa aveva trasformato la visione di quell’uomo e come se avesse avuto migliaia di occhiali indosso, vide scorrere su quello schermo immagini sconosciute di vite di altri mondi. Rivelazioni che giungevano da molto prima dell’esistenza di ogni cosa. Come un razzo velocissimo, a migliaia di velocità della luce, il suo pensiero lanciato nell’universo, percorreva i viali dello spazio infinito.

Sentiva di non essere più lui, di essere qualcos’altro, di indefinito, ma stabile, vivo, eterno. Lui apparteneva a quei luoghi e quei luoghi erano stati il suo punto di partenza, la sua origine.

La grande stella aveva risposto e quel fiume di energia impetuosa, alla fine, si placò, si trasformò e regnò il silenzio e la calma dei tempi oltre il tempo, dell’esistenza autentica e rivelatrice.

Ora sapeva finalmente chi era.

Un battito di ciglia e si ritrovò a casa. Davanti alla sua porta trovò un dono, fatto di migliaia e migliaia di raggi stellari condensati... in un... libro, un libro di luce cosmica, venuto dai luoghi che aveva visitato, e che egli avrebbe potuto rivisitare, giorno dopo giorno, per sempre…

© [Anno 2026] Giulia Basili – Tutti i diritti riservati. Questa fiaba è un’opera originale, frutto di ispirazione e meditazione. È protetta dalle leggi sul diritto d’autore. È possibile condividerla solo citando l’autrice e inserendo il link diretto a questo sito: www.paesaggidifiabe.it La riproduzione totale o parziale su altri siti, libri o supporti senza autorizzazione scritta è vietata.