Il Raggio Blu
In un reame, una volta florido e pieno di vita, era arrivata la carestia. Freddo, fame e tristezza piegavano, ogni giorno, i poveri abitanti. Non si trovava più un granello di cibo, i campi erano gelati e spogli, e gli animali soffrivano e pativano la fame. Perfino il re e tutta la sua corte subivano lo stesso destino. Ma soprattutto era svanita la speranza nei cuori e una cappa scura avvolgeva ogni cosa.
Soltanto in una piccola casetta, un allegro filo di fumo usciva dal comignolo e una calda atmosfera vi regnava all’interno. Cosa molto strana era che il piccolo orticello intorno alla casa rimaneva sano e rigoglioso, con verdure e frutta di stagione. Dalle finestre delle case, la gente guardava incredula la strana casetta e si chiedeva il motivo di quel benessere, in tanta povertà.
“Ricordo, che molto tempo fa”, disse il vecchio della locanda, “ci fu un evento incredibile qui nel reame. Una notte un raggio blu, proiettato dal cielo come una saetta, si fermò proprio su quella casetta e vi rimase per settimane, poi come per incanto sparì. Da quel giorno i capelli della fanciulla, che lì vi abita, presero il colore di quel raggio, e il suo orto rimase traboccante di bei frutti e verdure, che lei, a onor del vero, ha sempre offerto generosamente a tutti noi. Non abbiamo mai saputo da dove provenisse quel raggio, ma sicuramente da un'altra galassia.
Così un giorno il re decise di andare a trovare la giovane e pensò di non farsi riconoscere, indossò abiti normali e si recò a piedi, senza il suo seguito. Bussò alla porta e quando lei aprì, riconobbe subito il re, ma non disse nulla e lo fece entrare. L’interno era umile, ma ben curato e confortevole e una luce diffusa, che non veniva però dalle lampade, avvolgeva ogni cosa. Al re fu offerto un bicchiere con una speciale bevanda trasparente e dolce, che subito lo rasserenò e lo mise di buon umore. Il fuoco era acceso e nella pentola bolliva una minestra invitante.
“Come mai nella tua casa non sembra essere arrivata la sventura e la carestia?” chiese il re. “Da dove prendi la forza e il coraggio per vivere?”
“Vengo da un reame che si trova tra le stelle, sire, la mia vera casa è lassù, su una grande stella blu, proprio come i miei capelli!” Il raggio che ha colpito la mia casa è stato inviato dal mio popolo, per aiutarmi e darmi forza e anche per aiutare voi”, rispose la fanciulla.
Il re, sorpreso di essere stato subito scoperto, non smetteva di ascoltare quel racconto, affascinato e anche impensierito da quella strana novità sopraggiunta nel suo reame. Le difficoltà dei contadini e la carenza di cibo per la sua gente lo preoccupavano molto, ma soprattutto, era lo stato d’animo generale a turbarlo. Lui per primo, non vedeva un futuro prospero davanti a sé e molte delle sue incertezze nascevano dalla mancanza di idee e progetti ispirati da saggezza e lungimiranza. Insomma il suo reame, poco a poco, perdeva il suo fulgore, e il pessimismo regnava nei cuori.
“Devi aiutarmi”, disse il re con voce accorata, “o il mio regno è destinato a scomparire. Stiamo perdendo fiducia e ottimismo”. La fanciulla chiuse gli occhi e sembrò sintonizzarsi su frequenze invisibili e lontane e la sua chioma prese a riverberare di un bel blu intenso.
“Cosa starà facendo?”...si chiedeva intanto il re tra sé e sé. “Mi sembra tutto così strano qui”…
“Perdonami”, disse la fanciulla, “ero lontana da qui anni luce ...la mia stella è raggiungibile con la velocità del pensiero...noi comunichiamo così...” e sorrise.
“Ecco il mio consiglio, maestà, occorre prima di tutto rasserenare gli animi e ritrovare il coraggio necessario per affrontare le avversità. Ogni famiglia e, naturalmente, anche all’interno della vostra corte, deve riconoscere onestamente una per una le proprie mancanze ed errori, dai più piccoli ai più grandi, e così anche ogni forma di cattiveria e ostilità. Tutto andrà buttato via nella spazzatura, in un bel secchio colorato messo davanti alla porta di casa. Quando tutti i secchi saranno ben colmi e le case ripulite passeremo alla fase successiva”, disse tranquillamente la giovane fanciulla.
Il re non comprese del tutto il da farsi, preoccupato com’era dal risolvere rapidamente i problemi pratici, ma accettò di buon grado ciò che era stato detto, ispirato, forse, da quell’aura di luce blu così intensa.
Durante la notte, dalle finestre la gente vide serpeggiare qua e là dei bagliori blu, che ben presto, però, scomparvero. Il mattino dopo, davanti a ogni casa c’era un grande secchio della spazzatura colorato, pronto per essere riempito.
Ciascuno fu avvertito del proprio compito e, giorno dopo giorno, prima con riluttanza e fatica, i secchi cominciarono a riempirsi di spazzatura, inizialmente poche piccole cose e, a poco a poco, ogni secchio divenne stracolmo. Di notte, accadeva di vedere il solito bagliore blu e, come per incanto, il mattino dopo il secchio era di nuovo vuoto. Passarono tanti e tanti giorni, finché i secchi rimasero sempre vuoti, e tutta la spazzatura fu rimossa dall’anima di ciascun abitante di quel reame, e mai più vi ritornò.
La cosa strana fu che nessuno soffrì più la fame, non si udivano più né critiche né rimbrotti, le persone avevano imparato ad accontentarsi di quel che c’era e a sopportare le difficoltà con il cuore sereno e libero. I doni dell’orticello della fanciulla delle stelle riuscirono a sfamare ogni abitante di quel reame e tutti insieme superarono la grande carestia.
Appena possibile, ogni orticello fu rimesso in ordine e si seminarono nuovi ortaggi, ogni animale fu di nuovo nutrito e accudito, ogni aspetto della vita quotidiana rinvigorito e rinnovato, e la cupa cappa finalmente si dissolse. I pensieri della gente volgevano ora al bene comune e i cuori battevano all’unisono. Presero vita nuovi progetti e idee in tutto il reame, portando prosperità, unione e collaborazione.
Anche il re e la sua corte avevano buttato via molta spazzatura e trasformato la loro vita. Infatti, non esisteva più una corte e dei sudditi, ma una grande tenuta dove ciascuno aveva il proprio compito, secondo capacità e qualità, e agiva per il benessere di tutti. Il re era sempre un re, ma lavorava in modo diverso e le decisioni venivano prese insieme ad altri.
Un giorno la fanciulla andò a visitare il re e disse che il suo compito in quei luoghi stava per terminare e doveva ritornare sulla sua stella. Ma aveva ancora un dono da offrire:
“Ebbene”, disse la fanciulla, dal momento che avete seguito con successo tutti i miei suggerimenti, il mio popolo invita una piccola rappresentanza del vostro reame a fare un viaggio sulla nostra stella. Tra qualche giorno passeranno a prendervi”. “Che grande emozione”, rispose il re, siamo onorati e curiosi di visitare il vostro reame tra le stelle. Ciò che il re non disse, ma che la fanciulla gli lesse subito nel pensiero, era che provava un leggero timore di andare lassù, non sapendo chi e cosa avrebbe trovato e se davvero ne fosse stato degno. E poi, si chiedeva tra sé e sé, “chi devo portare nel mio viaggio intergalattico?”.
“Avete superato una delle prove più difficili sul vostro pianeta”, disse la fanciulla, “che è quella di cancellare da voi stessi ogni possibile pensiero di cattiveria e prepotenza, e per questo potete entrare, anche se per breve tempo, nel nostro reame. Vi aspettano ancora altre conquiste e cammini, l’evoluzione è infinita! I tuoi compagni di viaggio potrai sceglierli, nel tuo popolo, tra artisti, scienziati, agricoltori, studiosi di civiltà e, naturalmente, tra i bambini!”
“Bene, è un ottimo consiglio”, disse il re. E in pochi giorni, il gruppo di rappresentanza fu pronto. Non rimaneva che aspettare, trepidanti, gli amici della stella blu…
Era notte fonda quando una scampanellata svegliò il re...la fanciulla lo avvertì che erano arrivati e stavano aspettando la piccola delegazione terrestre. In fretta e furia si vestì prese la valigetta e andò ad avvertire i suoi compagni di viaggio. In men che non si dica, arrivarono al luogo prestabilito e lì...rimasero a bocca aperta. Un'enorme nave celeste blu-argento stava sospesa a pochi metri da terra e davanti ad essa due piloti dai capelli blu aspettavano sorridenti l’arrivo dei viaggiatori. Salirono tutti la scaletta, la porta automatica si richiuse e in un battito d’ali partirono verso lo spazio infinito, lasciando dietro di sé una bella nuvola... tutta blu….
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